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SPETTACOLI COMPAGNIA DI FORMAZIONE

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MI SA CHE E’ STATO IL VINO

La Compagnia di Formazione Teatro Quindi torna ad uno dei suoi generi di maggior successo: la Black Comedy. Dopo esperimenti ed esperienze diverse sentiamo di aver cresciuto ulteriormente il bagaglio tecnico da poter riportare anche alla commedia brillante e di carattere.
Un testo che si rifà ai classici cult del teatro e della pellicola del secolo scorso. Siamo negli anni ’30, pieni di quel fascino che mette in contrasto provincialismo e modernità, gentilezza e cattiverie, merletti e veleni. Nell’ignoranza diretta da un finto buonsenso anche i valori più basici sono capovolti, dando vita ad equivoci potenti e freschi come scritti ai nostri giorni.
Da queste basi sono quasi esplosi i personaggi, ricchissimi di accenti, che abbiamo imbrigliato in alchimie piene di ritmi strutturati per godere del divertimento massimo.
Una commedia con cui è un onore e un piacere confrontarsi. A casa delle ziette Brewster, tra deliri militareschi, inseguimenti di polizia, promesse di matrimonio e omicidi, tanti, troppi, nascosti in cantina tra i ricami di famiglia.

Regia: Manuele Guarnacci,
Aiuto Regia: Francesca Diletta Raso,
Costumi: Eleonora Febbo,
Fotografie: Carmine Picariello
CON: Flavia Sermoneta, Federica Rinaldi, Natalia Statuti, Francesco Mercuri, Claudio Capaldo, Gilberto Di Leva, Eleonora Di Rienzo, Eleonora Febbo, Cinzia Di Tosto, Lorenzo Papari

Sabato 22, Domenica 23, Lunedi 24 Giugno 2019
Teatro Tordinona
Via degli Acquasparta 16
(lungotevere altezza Piazza Navona)

Biglietti: 10€ + 3€ tessera del teatro.
Per informazioni e prenotazioni:
botteghino del teatro: 067004932
email della compagnia: formazione.teatroquindi@gmail.com

Lo spettacolo è frutto dei corsi tenuti da Teatro Quindi in collaborazione con il Teatro Aurelio


PRODUZIONI PASSATE:


Il: 15-16-17 Febbraio 2019, presso: Altrove Teatro Studio
La Compagnia di Formazione Teatro Quindi presenta:

CIOCCOLATO E ARANCIA

Cosa succede se un matrimonio tanto atteso si frantuma prima ancora di iniziare, con lo sposo che non si presenta all’altare? Sicuramente, purtroppo, si torna a casa, con la torta in mano, annullando il pranzo al ristorante. E poi?

Da qui partono tutte le vicende e i racconti agrodolci dei familiari e degli invitati a queste nozze mai celebrate. Li scopriamo tornando sempre al momento del rientro a casa, da più punti di vista. Nel primo quadro, ambientato in salotto, vediamo i legami e le aspettative dei personaggi. Ma cosa succedeva intanto nelle altre stanze? Riavvolgiamo il tempo indietro di una mezz’ora per conoscere, nel secondo quadro, i segreti che si snocciolavano intanto in cucina. Infine, curiosi di cosa stesse nel frattempo accadendo in giardino, torniamo ancora all’inizio della storia per seguire le vicende fuori dalla porta di casa, tra la pioggia ed il sole che spazzeranno via le confusioni e lasceranno spazio a nuove soluzioni.

SINOSSI: Stefania è una scrittrice senza troppi successi, che vive ancora con il fratello e la sua famiglia. Arrivata all’altare, però, il suo promesso sposo non si è presentato. Suo fratello, Silvio, ha paura di doverla riprendere in casa sua, creando ulteriori crisi con sua moglie Maria Elena e con i problematici figli Anna e Raffaele. L’altro fratello, Vittorio, un immobiliarista sposato con una giovane innamoratissima moglie, Dafne, è preoccupato per la casa che doveva vendere alla nuova coppia. Tra gli invitati c’è anche l’editore di Stefania, Pietro, e la sua fidanzata Greta, sconvolti all’idea di doversi sposare, loro si spera di sì, tra un mese. Quando in casa si presenta Patrizia, una avvocatessa che nessuno aspettava, tutto inizia a cambiare forma ed i segreti di ognuno prendono corpo, con i loro sorprendenti perchè.

NOTE: Il testo nasce come frutto di un laboratorio sul racconto avviato a Settembre. Inizialmente doveva essere solo una piccola parentesi di formazione di inizio stagione… invece si è rivelata ricca di spunti artistici, stimolando tanti aspetti tecnici ed umani. Nuove parole, nuove voci, nuove interpretazioni, nuovi corpi in movimento, un gruppo collaudato che si scopriva nuovo. La decisione di scrivere un nostro testo è nata da questa esigenza: riuscire a portare sul palcoscenico tutto questo materiale così prezioso. La storia che abbiamo trovato, di questo bizzarro non-matrimonio, e la sua dinamica particolare (le “tre stanze” che vivono i parallelo, con un nastro temporale che si riavvolge ogni volta per far scoprire al pubblico mano a mano i misteri), pur nella sua complessità ci ha permesso di lavorare in piena fantasia, costretti a soluzioni originali e sempre nuove, in una totale rottura degli schemi classici del teatro.

Testo originale scritto dalla compagnia.
Regia di Manuele Guarnacci
Assistente: Francesca Raso
Costumi: Eleonora Febbo

Con: Francesco Mercuri, Flavia Sermoneta, Cinzia Di Tosto, Lorenzo Papari, Eleonora Febbo, Claudio Capaldo, Natalia Statuti, Eleonora Di Rienzo, Federica Rinaldi, Gilberto Di Leva.

Biglietti: interi 10€,+ 2€ tessera associativa del teatro.
Ridotti (under 12): 5€.
Si consiglia la prenotazione al numero: 3398175904
per informazioni: www.teatroquindi.it, Profilo Quindi, Teatro Quindi

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LA COLPA E’ NEL GIARDINO

Lunedi 02 Luglio 2018, ore 21.00 – Teatro: Piccolo Eliseo

Note al testo:

Edward Albee (autore anche di “Chi ha paura di Virginia Wolf”) riadatta questo testo perfezionando l’originale di Giles Cooper e a lui dedicandola. Debutta a New York nel 1967, cinquantuno anni fa, quando negli Stati Uniti si iniziava ad assaporare l’amarezza di alcune derive morali del capitalismo. In Italia l’evidenza di questa sensazione è arrivata più tardi e noi abbiamo deciso di ambientarci a metà strada, in pieni anni ’90.

E’ in quegli anni che abbiamo riconosciuto le radici più vive della disumanizzazione dei nostri rapporti, quando “avere” è iniziato ad essere necessario e “dare” è diventata una opzione sfigata. I personaggi di questo testo sono cinici, crudeli e pronti a vendere la propria umanità e dignità più profonda pur di mantenere lo status apparente. Pronti a farsi assassini e puttane pur di non sentirsi soli.

Note di regia:

Il percorso di questo spettacolo è tra i più complessi che la Compagnia abbia messo in scena in questi anni, eppure il risultato è il più lineare e agile da seguire. Tutto è nato con l’idea di sfruttare per la messa in scena le basi di alcuni esercizi di laboratorio che negli anni abbiamo sperimentato. In particolare alcune tecniche sui movimenti scenici sembravano perfette per questo testo così simbolico, corale e incentrato sulle derive morali moderne.

Dopo un primo periodo di intensa sperimentazione, però, ci siamo resi conto che il laboratorio deve rimanere tale; stavamo rischiando di portare sul palco i nostri virtuosismi tecnici e poco più. Chi ci segue sa quanto invece teniamo al “Quindi” che lo spettatore istintivamente cerca di cogliere in ciò che vede ed è su quello che nella seconda fase abbiamo deciso di concentrarci con rinnovato vigore.

Abbiamo scoperto così un testo molto più ricco e dinamico di quanto credessimo inizialmente. Il ritmo, di importanza fondamentale per un autore come Edward Albee, ha iniziato a prendere vita e a guidarci in maniera quasi naturale. Prova dopo prova abbiamo riconosciuto quanto questo spettacolo iniziasse a rispecchiare la crescita del nostro percorso: abbiamo ritrovato elementi di tutti gli spettacoli passati della Compagnia e sono state necessarie tutte le tecniche acquisite in precedenza, compresi gli esperimenti fisici della prima fase di queste prove. Un lavoro sofisticato per un risultato diretto, senza fronzoli e pieno di dinamica e ironia.

Da un testo di: Edward Albee

Regia di: Manuele Guarnacci

Selezione Costumi di: Eleonora Febbo

Con: Claudio Capaldo, Natalia Statuti, Alessandra Fabbri, Flavia Sermoneta, Cinzia Di Tosto, Francesca D’anna, Eleonora Febbo, Federica Rinaldi, Lorenzo Papari, Daniele Fabbri, Eleonora Di Rienzo, Gilberto Di Leva



L’INNESTO, di L. Pirandello
con un prologo tratto da LO STUPRO di F.Rame

Regia di Manuele Guarnacci

NOTE DI REGIA:
La Compagnia è in continua evoluzione e i progressi artistici questa volta sono messi pienamente al servizio di un tema molto importante. La violenza sulle donne è un argomento dibattuto quotidianamente eppure, o forse anche a causa del tanto rumore, la confusione e le banalità rischiano di prendere il sopravvento. Per questo il nostro impegno è stato quello di riuscire a esprimere, e coinvolgere, su aspetti che abbiano qualcosa da dire in più, qualcosa di interessante da aggiungere al dibattito comune per proporre evoluzioni mai impossibili della nostra vita.

E’ paradossale ma per trovare questa sostanza abbiamo dovuto viaggiare indietro nel tempo, arrivando esattamente ad un secolo fa quando, nel 1917, Luigi Pirandello scriveva “L’innesto” riuscendo ad incanalare problematiche e soluzioni che ancora oggi ci fanno da lezione. Possibile che cento anni dopo ancora non abbiamo fatto passi avanti?

Alcune evoluzioni in effetti ci sono state, tra tutte le leggi sul divorzio, sull’aborto, sulla fine del patriarcato. Esemplare per raggiungerle è stata la storia di Franca Viola che, vittima di stupro nel 1965, rifiuta di sposare il suo violentatore (che avrebbe così “riparato il danno”) e con l’aiuto della famiglia e di un altro uomo disposto ad amarla nonostante il tragico evento, combatte per la sua dignità e costruisce una nuova vita.

Esattamente a metà strada nel viaggio indietro di un secolo, la storia scritta da Pirandello sembra rivivere in Sicilia. Per questo abbiamo deciso di ambientare il suo testo nel 1967, cinquanta anni fa, in Sicilia. Riprendendo una commedia che ha fatto la storia teatrale e legandola ad una ragazza che, con i suoi cari, hanno cambiato la storia italiana sul tema della violenza sulle donne.

C’era solo un tassello mancante: Luigi Pirandello, da uomo di inizio ‘900 ha sempre faticato ad immedesimarsi completamente nei suoi personaggi femminili, pur descrivendone tratti magnifici. Anche in questo caso abbiamo sentito il bisogno di un punto di vista più vero, interno, toccante ma sincero nel riportare cosa vuol dire essere vittima di violenza. Servivano le parole di una donna che avesse vissuto su di sé e sentito attorno a sé cosa vuol dire. Queste parole le abbiamo trovate in una grande e generosa maestra del teatro italiano, Franca Rame, con il suo monologo “lo stupro”.

www.teatroquindi.it
Con: Francesca D’AnnaEleonora FebboLorenzo PapariEleonora Di Rienzo, Federica Rinaldi, Natalia StatutiAlessandra Moneypenny Fabbri,Claudio Capaldo, Gilberto Di Leva, Cinzia Di Tosto.
Assistente: Flavia Sermoneta

9-10-11 Febbraio 2018
Teatro Furio Camillo

ULTIMA CENA
Black Comedy in salsa democrat-teologic-satirica.
DAL 30 MARZO AL 2 APRILE, Teatro Piccolo Re di Roma

NOTE:
“Se ti trovassi nel 1909 e incontrassi un giovane di nome Adolf Hitler, prima che compia le sue stragi e decreti una guerra mondiale e milioni di morti… lo uccideresti?”. Questa è la domanda che si pongono i nostri protagonisti e che muoverà le loro paradossali azioni.
Cinque giovani coinquilini americani, convinti sostenitori di idee pacifiste e democratiche si ritrovano a discutere con i loro ospiti di razzismo, armi, sesso, omofobia, aids, religione, violenza sulle donne arrivando ad una drastica conclusione: per il bene del mondo certe idee vanno eliminate (e ovviamente, va eliminato anche chi le porta in seno).
Ma… i loro stessi ideali si ritorceranno contro e… basta, non possiamo dire oltre!

I riferimenti teologici che prendono piede già dal titolo non sono affatto casuali e ci pongono con ironia un grande paradosso etico: dov’è il bene? In che modo possiamo essere coerenti passando dalle idee ai fatti? La giustizia spetta solamente a Dio o diventa lui stesso vittima del sangue che noi versiamo?
Sembra strano ma di sangue, etica e ideologie si può ridere da morire!

TESTO ispirato dal film “Last Supper”, scritto da Daniele Fabbri.
REGIA di Manuele Guarnacci e Daniele Fabbri.
CON: Cinzia Di Tosto, Gilberto Di Leva, Claudio Capaldo, Riccardo Iossa, Alessandra Fabbri, Natalia Statuti, Eleonora Di Rienzo, Andrea Alberto, Eleonora Febbo, Lorenzo Papari, Francesca D’Anna, Andrea Santilli

Ci troviamo al museo pubblico di Pertola sul Colle.. quotidianamente vuoto di pubblico e di attenzioni.
L’eterna arte riporta in vita, ogni notte, i protagonisti dei dipinti. Questi ultimi sono protagonisti di amori clandestini e direzioni fasulle ma soprattutto di…. FURTI!

Riusciranno i nostri protagonisti a salvarsi dal furto? come vivranno gli amori tra i corridoi del museo?

“Furto al museo” ,scritto dalla nostra Cinzia di Tosto e diretto da Manuele Guarnacci, è un atto unico tutto da ridere che ha già visto il successo nei precedenti debutti. FURTO AL MUSEO è una commedia brillante e torna al TEATRO L’AURA dal 21 al 23 dicembre reinterpretato dai ragazzi e dalle ragazze della “compagnia di formazione Teatro Quindi”

Furto al museo
21-23 Dicembre 2016
Ore 21.00
Teatro L’aura

scritto da: Cinzia di Tosto
diretto: Manuele Guarnacci
aiuto: Daniele Fabbri

con:
Lorenzo Papari, Eleonora Di Rienzo, Andrea Alberto, Natalia Statuti
Alessandra Fabbri, Francesca D’anna, Daniele Fabbri, Eleonora Febbo
Claudio Capaldo, Gilberto di Leva, Cinzia di Tosto.

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Siamo sotto campagna elettorale per eleggere il sindaco di una piccola città. Un gruppo di amici decide di occupare un casinò per convincere la città a chiuderlo, eliminando una piaga sociale. Per portare avanti la battaglia candidano un loro rappresentante a sindaco, infilandosi in dinamiche politiche che vedranno coinvolgere sia la candidata sindaco sfidante, sia il prefetto della città. Quando viene alla luce che una delle occupanti è in realtà la direttrice di numerose bische clandestine nella zona, con il segreto intento di chiudere il casinò per aumentare i suoi affari, tutte le dinamiche cambiano ed esplodono. Chi vincerà le elezioni? Si chiuderà il casinò?

note dell’autore:

Vi assicuro che il testo è stato scritto un anno fa e ideato ancora prima. Ha debuttato la prima volta il 29 maggio 2016. Questo va detto per sottolineare come fossi totalmente ignaro di come sarebbero andate politicamente le cose negli ultimi mesi. Nonostante ciò ammetto di essermi ispirato a situazioni vere che mi hanno dato molto da riflettere e che ho digerito solo grazie ad una sana dose di ironia. In questo testo e nella sua messa in scena ho provato a giocare con tanti luoghi comuni, smascherandoli uno ad uno per scoprire, grazie all’ironia, come le cose in fondo sono sempre meno superficiali di come appaiono.
E in questo casinò provinciale siamo tutti coinvolti.

Casinò politique
28-29 Ottobre 2016
Teatro Aurelio

scritto e diretto da: Manuele Guarnacci

aiuto regia e altro: Daniele Fabbri
acting coach: Marco Palange
supervisione al testo: Ilaria Giambini
foto: Emanuela Funari

con:
Lorenzo Papari, Eleonora Di Rienzo, Andrea Alberto, Natalia Statuti, Alessandra Fabbri, Francesca D’anna, Daniele Fabbri, Eleonora Febbo
Claudio Capaldo